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cinema straniero
extra
letteratura italiana
letteratura straniera
musica italiana
musica straniera
proverbi e modi di dire
visitato *loading* volte
sai quando
esisti veramente
quando non
importi più
a nessuno quando
il passato
torna solo
per far vuoti
nel tuo futuro
e prenderti per
il culo quando
sei talmente
povero che ti
preoccupi delle
suole delle scarpe
quando tutte
le percezioni di
grigio diventano
il tuo lato oscuro
quando parli alle
mosche e non ti
sente nessuno
quando ti fermi a
parlar con le
mosche ed il
freddo è l'unica
certezza che
ti rimane esisti
come esiste una
cambiale in
protesto quando
per il resto del
mondo hai
bucato il foglio o
sei uscito fuori
testo esisti se
così si può dire
per una transizione
che nessuno vuole
vivere tra le
ombre dei barboni
ed i riflessi dei
bidoni quando
boicottano tutte
le tue azioni e
ti lasciano all'oscuro
di tutto quando
sragioni con la
ragione e ti vesti
a lutto perchè
muori giorno per
giorno senza
passioni ecco
quando esisti
veramente
schizzi
d'amarena
le tende
sbuffano
s'immerge la
sera nei
tuoi occhi
color caramello
nebbia di
castagne in
mezzo al
ginepro ed un
cianciar d'ali
inoltrato il
gusto del
tempo sa di
stantio di passato
e con aghi
di pino cucio
addosso l'assoluto
corrotto
perchè son io
il cancro tra
le lenzuola oltre
le tentazioni e
le preghiere mi
scaccerai come
una mosca
mentre comincerai
a bere
alla deriva
scrivo rime
di neve
sulle ammainate
vele possa
il vento
accoglierle
con i suoi
occhi stanchi
gonfiar
le rotte
tirarci avanti
ogni luogo
non ha presente
ho finito
l'inchiostro
attingo dalle
mie vene
placido come
illividito da
tutto tacito
a graffiar il
verso e poi
il senso mi
nutro d'onde
quasi fosse un
sollievo la
follia informe
infonde nuova
linfa ai miei
sogni ed ora
che buco le mie
mani con i
chiodi scrivo
di te che
più non torni
forse c'ingoierà
la nebbia
o ci sputerà il
mare quel che
sarà non avrà
domani
La fragranza
d'un abbraccio
di ferite
scorre dal cuore
alle viscere mentre
tremo cerco le
tue labbra il
sereno di ciò
che ho perso
la fredda terra
ormai è il mio
cielo spero che
qualche fiore
nasca da ciò
che svesto
intanto danza
la fiamma di
mille cere
decadenti mentre
l'affitto indecente
di questo cuore
sfratta la mia
anima in un
marciapiede
inquieto possano
le mille preghiere
albergare nella
quiete ora che
ti perdo son
lieto d'averti
amata con tutto
me stesso
La fragranza
d'un abbraccio
di ferite
scorre dal cuore
alle viscere mentre
tremo cerco le
tue labbra il
sereno di ciò
che ho perso
la fredda terra
ormai è il mio
cielo spero che
qualche fiore
nasca da ciò
che svesto
intanto danza
la fiamma di
mille cere
decadenti mentre
l'affitto indecente
di questo cuore
sfratta la mia
anima in un
marciapiede
inquieto possano
le mille preghiere
albergare nella
quiete ora che
ti perdo son
lieto d'averti
amata con tutto
me stesso
morire per
poi capire a
chi importa
forse solo ai
vermi questa
svolta rimanere
lividi e senza
storia incollati
a qualche lacrima
di memoria
ormai che tutto
è stinto non
ho rimpianti lento
m'addormento
tra le ali d'un
angelo solo
pochi possono
capire quanto la
vita la rimpiango
gli altri nascondono
i sorrisi tra il
falso lutto ed
il rimpianto
intorno le
lacrime un
pozzo una
pioggia che
crea pozzanghere
uno sguardo basso
e profondo che
gratta la polvere
ferite il declino
di un animo puro
e passi che
sarebbero strada
se non tornassero
indietro un lingua
tagliata che
pronuncia il silenzio
frattaglie ai margini
delle strade l'ombra
di un albero che non
ha storia il fantasma
della memoria
rovesciato ed una
croce troppo
grande per sembrare
un miraggio ecco
l'ultimo viaggio
il sapore contrito
e ritrito del
dolore le rose
scarlatte che lasciano
spine nel cuore ed
un arcobaleno
chiaroscuro che
nasce dallo sguardo
inquieto d'un militare
e mentre tutto scorre
vuote latte solo
per rotolare e
tagliare ed infine
riflettere il mondo
avulso con cromature
metalliche senza
anima
ho spazzato
la strada
con l'ombra
ora si lega fino alla
gola una madida
tristezza che
sa di rugine e
amarezza
non ha senso quello
in cui mi perdo
ciò che mi fa soffrire
è solo un
riflesso che non
so soffrire eppure
godo nel dolore
nel vedermi morire
fino al venerdì
delle ceneri mi
piace vedermi cadere sui
vetri ardenti e poi
risalire grondante
di sangue solo per
baciare come rose
le mie ferite ormai
la follia è
la mia anima di fede
il mio dedalo di nebbie
pulsanti che
mi scorre nelle vene
non mi rimane che
continuarti a cercarti
per perdermi perchè
so bene che non
esiste un sorriso per
me l'ultimo idiota
ribelle
leggero taglio
le vene
al riflesso del
cielo
qualcuno in giro
m'ha preso
e chiudo gli occhi
rappreso sotto
i chiodi d'una
croce c'è
sempre l'ombra
della catena
il sacrificio la
luce mentre
tormento gli
angoli della bocca
un dedalo di
parole sembra
un'eco sciocca
il desiderio s'illividisce
celato dall'inganno
di chi non
capisce piove
ma sono soltanto
i miei occhi l'arcobaleno
spinge le stelle
nel canestro ed io
mi buco solo per
il gusto di diventare
come gli altri
miliardi di anni
luce lontano dai
tuoi guai ma sempre
attaccato come
un'ombra alla tua
anima ecco sparisce
la mia bocca fate di
me un vaso o un
pitale che importa
comunque sfamatemi
passi
tra stanze impervie
logore di
peccato sfiorarti è
metà della passione
che Dio c'ha dato
eppure come bruna
e nebbia m'accarezzi
la testa
ed io distratto ti
piango qui alla
finestra infranto
nella speranza di
coglierti
come brina fresca
solo per tergere il mio
peccato
anche se l'orizzonte
ci nega non celar
ancora il mio cuore
liberami nei
fiumi di porpora che
cangiano la tua
anima fai di
me la tua messa sacra
l'involontario
amplesso di una
vita salvata
ma non abbandonarmi
amore rimani ad
amarmi e cancelliamo
questa mura di
distanza solo
per unirci nella
danza dei nostri cuori
e rifletterci rifletterci
ancora fino a che
non saremo
polvere
"Viviamo tutti sotto il medesimo cielo, ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte"
- Konrad Adenauer -
a volte non
a caso
volo distante
ed inebriato come
se fossi
l'orizzonte
piovo nella
tua fonte
per dimenare
miele e salsedine
fino al ventre
non a
caso mi perdo
tra le
stelle dei
tuoi occhi
nella banalità
dell'amore
che porta il tuo
nome
ora che mi poso
sul tuo seno
sinistro
per annoiarmi
con le tue
lacrime canto
con voce
d'usignolo per
stroncarti
la voce e
svegliarti da
questo incubo
senza croce
orami che le
radici s'espandono
nel tuo cuore
non ti chiedo
di far l'amore
solo di
spennarmi in
petali d'ombre
e poi accarezzarmi
in silenzio la
fronte fino ad
incantare tutti
i miei sogni fino
alla fine che
nessun tocchi quel
dolore commosso
che si fa cenere
quando dentro
ti vengo nel
tuo gemere
disteso al
tapeto tra
lacrime
di fango ed una
smorzata preghiera
quasi mi
arresto nel
silenzio della
colpa i tuoi occhi
intrisi le mie labbra
scalze lo sbiascicare
delle colpe come
stelle infrante
ancora sotto
uno strato di
rugine scola
il sangue come
cenere errante che
non sa cadere e
tutti i nostri passi
sembran lacrime
di neve che
scaldi su altra
pelle mentre
squami il tuo
sorriso tra perle
di ricordi ed il
tuo falso paradiso
resto alla finestra a
contare i corpi
nell'incertezza
che non ti voglio
se tu torni
ho rubato
le distanze
con sorrisi
d'assenza
tra parole
incolte di
tanta veemenza
ho perso
tutte le
opportunità del
caso
rimango a ridere
semi desolato
tra battitti di farfalle
ed il bianco spino
intriso di
timidezza e madido corallo
son oltre l'orizzonte
i sogni
che indosso tra
dolore comosso ed una
litania
fermati nell'incauto
verso a pensarmi
un momento e
cancella quelle orme
di specchio
che indossi
solo per liberar
le parole le anime
i voli e rimarrai
calda cenere
nei miei occhi